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Il 3 luglio 2012 si è tenuta a Roma presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale una giornata di studio interna alla SIE Lazio finalizzata a riflettere sul ruolo dell’Ergonomo. La premessa su cui è stato impostato il processo di riflessione recitava così: “Il principio di base che caratterizza l’Ergonomia è quello di ricercare il benessere delle persone in tutte le forme di vita e di lavoro che costituiscono attraverso la progettazione di prodotti, ambienti di vita e di lavoro, processi di produzione e organizzazione, scelte di politiche urbanistiche e del paesaggio rispondenti alle esigenze della comunità. La progettazione richiede una visione “sistemica” e l’uso integrato di discipline e di competenze variegate che consentono di trovare soluzioni soddisfacenti. Il processo di progettazione e strutturazione ha poi in Ergonomia il carattere peculiare della partecipazione proprio perché le soluzioni individuate sono il risultato di una combinazione di saperi, dove la “complessità” non è vocabolo negativo, ma assolutamente adeguato per caratterizzare l’analisi e la progettazione di soluzioni innovative.”

 

Il presidente dell’Associazione, la prof.ssa Ivetta Ivaldi, ha aperto l’incontro sottolineando gli obiettivi della giornata e il fatto che la riflessione sul ruolo dell'Ergonomo è stata sollecitata dall’esperienza del V Master in Ergonomia realizzato dalla SIE Lazio che ha proprio l’obiettivo di formare delle persone per svolgere questo ruolo.

I temi di approfondimento proposti per la giornata di studio  erano: l’approccio ergonomico tra disciplina e integrazione sistemica,  i processi di progettazione delle soluzioni ergonomiche,  la formazione dell’ergonomo e la sua identità nelle comunità.

I soci presenti si sono così divisi nei tre sottogruppi previsti e hanno poi esposto in plenaria le riflessioni  maturate.

Per quanto riguarda il ruolo si evidenzia che, a fronte della complessità della progettazione a cui l’ergonomo è sempre esposto e alla necessità di coinvolgere e integrare conoscenze e competenze variegate da scegliere di volta in volta in relazione al problema su cui lavorare, l’ergonomo deve svolgere un’azione prevalentemente di carattere manageriale (integrazione e finalizzazione di risorse) e deve riconoscere e usare strumenti di analisi scientifica in ogni campo ma anche strumenti di project management per trovare soluzioni praticabili e condivise.

Per quanto riguarda l’integrazione tra discipline diverse a garanzia di un approccio sistemico, si è condivisa la necessità per l’ergonomo di lavorare badando alla interdisciplinarietà piuttosto che alla multidisciplinarietà, puntando alla transdisciplinarietà. In questo senso va fatto uno sforzo per trovare nelle radici delle discipline i fattori distintivi, ma anche comuni che possano facilitare l’integrazione. Il metodo della ricerca scientifica è certamente un elemento comune a tutte le discipline, così come il comportamento umano e il suo sistema di apprendimento è fattore utile per l’integrazione.

Per quanto riguarda infine la formazione e la comunicazione, si è convenuto di agire su quattro fronti: continuare la formazione di coloro che abbracciano la professione di ergonomo, promuovere un’azione di acculturamento generale della comunità sui temi della qualità della vita e della vita di lavoro a partire dalla Scuola, svolgere un’azione di apprendimento del contesto da parte dell’ergonomo nel mentre opera, divulgare i risultati delle soluzioni trovate come risposta alle esigenze degli esseri umani, ma anche come opportunità per contenere sprechi di risorse e costi di gestione.