Luigi,
può sembrare vero che le interfacce vocali siano acerbe ma in realtà non è assolutamente così.
Ci sono studi a cui Google e Amazon (supportati da prestigiose università americane) fanno riferimenti e che dettano delle linee guida precise e affidabili.
Quello che è acerbo, sono gli sviluppatori che spesso con poca esperienza e “conoscenza” creano le Skill di Alexa o gli Assistant per Google.
Lo fanno in maniera superficiale senza basarsi sulle linee guida, e producono dei prodotti mediocri.
Riguardo alla Voce come interfaccia principe per un rapporto efficace con i mezzi tecnologici, come mezzo naturale….. non sono troppo positivo.
Troverai letteratura che dice tutto e il contrario di tutto, poca a dire la verità che ha basi scientifiche concrete.
Parti dall’assunto che le tre aziende più potenti del mondo Google, Amazon e anche Apple, hanno investito pesantemente sul settore del natural language e speech recognition.
Considera che tutte e tre hanno fatto dei prodotti commerciali spendendo miliardi di dollari tra ricerca, progettazione e distribuzione.
Aggiungi il fatto che alcune multinazionali che lavorano nel settore non hanno avuto il ritorno economico previsto dai device.
Alcune di esse hanno rimandato il lancio in europa a causa del prodotto acerbo, che ha avuto una accoglienza molto più tiepida del previsto
Ora è chiaro che questi colossi stanno spingendo per rendere quanto più appetibile possibile il prodotto, spingendo il consumatore ad acquistarlo e cercando di acquisire sulla stampa il consenso che comunque, non hanno assolutamente avuto.
Guardiamo quindi questo mondo anche con un occhio meno ingenuo.
Ma la voce cosa cambierà nell’interazione uomo-macchina?
Io credo che sarà solo una delle tante armi a disposizione per creare un prodotto più “ergonomico ed efficace” ma non sarà l’arma, né è una cosa adatta a tutte le occasioni.
Peso a quando sono usciti i primi dispositivi touch, sembrava che il mondo si fosse fermato, che ogni schermo dovesse essere touch, Windows era uscito in una release tutta touch con un cambio di interfaccia.
(Ricordi alcuni computer portatili con schermo touch?)
Appena gli utenti l’hanno provato hanno constatato una cosa molto banale: toccare il monitor con le mani, è assolutamente scomodo, e faticoso alla lunga, il computer come noi lo vediamo è ritornato a trackpad/mouse e tastiera, e il touch ha trovato la sua nicchia in registratori di cassa e tablet.
La voce deve trovare la sua giusta collocazione, oggi gode dell’elemento “novità” (almeno in europa)
Pensa a una casa con una demotica “spinta” e pensa di aggiungere un Assistant come Alexa. Entri in casa, devi stare 2 minuti a parlare impartendo comandi come “accendere le luci, la televisione, apri le finestre, il condizionatore”.
Divertente e impressionante per gli amici, alla lunga però meno efficiente di premere un tasto su un telecomando o smartphone.
Si, la voce entra veramente nel profilo emozionale e soddisfa un certo ego ma non è sempre efficace e noi siamo portati a utilizzare il sistema più economico e efficace.
In conclusione, gli studi ci sono, le applicazioni sono poche e alcune volte scarse, la spinta commerciale è esagerata, l’applicabilità tutta da scoprire!!!
La mia è una considerazione “superficiale” ma molto pragmatica da chi ci sta sbattendo il muso tutti i giorni. Sarebbe interessante, come tu chiedi, entrare più nel profondo ma non credo che la mail si presti troppo a questi scopi!
Buon Lavoro